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Museo del legno Luigi Magugliani

Foto storica del museo del legno

La costituzione del museo del legno intitolato a Luigi Magugliani senior è stata possibile tramite la donazione fatta dall'attuale nipote omonimo Luigi Magugliani.

Questa è una parte della ricca storia di Corbetta e di alcune sue illustri famiglie che crearono attività e diedero lavoro a molti concittadini rendendo fama e lustro al suo nome.

Il museo del legno è dedicato a Luigi Magugliani, il nonno del donatore e fondatore della ditta Luigi Magugliani che iniziò l'attività nell 1800 producendo fra le tante cose botti per vino e le carrozze del Gamba de Legn il famoso treno a vapore che collegava la zona del magentino a Milano.

La prima sede di tale attività era presso l'attuale piazza del Popolo all'angolo con quello che ora è il corso Garibaldi.

Nel 1884 il fondatore Luigi Magugliani comprò il terreno in via Alessandro Volta per costruirvi una nuova sede, più grande e più idonea a far fronte all'aumento delle commesse; ai primi del 1900 la sede di piazza del Popolo fu ceduta alla famiglia Magistroni al cui interno fu avviata l'omonima attività rimasta in quella sede per quasi un secolo, prima del trasferimento sulla statale Milano-Novara.

Il nonno Luigi Magugliani ebbe cinque figli: Giuseppe, Vitale, Enrico e Carlo e Carlotta.

Il figlio Vitale morì per cause di guerra ed ebbe come unica figlia Adriana che andò sposa a Giancarlo Pagani; il nome Vitale passò al primogenito di Enrico.

L'attività di via Alessandro Volta ben presto s'ingrandì e conquistò la stima e la considerazione, non solo del circondario, a tal punto da guadagnarsi l'onore di alcuni importanti incarichi e commissioni.

Nell'ambito cittadino la ditta Luigi Magugliani, su disegno e progetto di Carlo Magugliani, approntò il fonte battesimale della chiesa Prepositurale e, nella chiesa di san Sebastiano, l'altare e tutte le suppellettili di legno. Tra le cose realizzate si deve anche ricordare il famoso banco di legno intagliato del bar Montorfano (soprannominato Offelee).

Con l'avvento della RAI la ditta Luigi Magugliani vinse appalti di prestigio nel settore del mobile e dell'arredamento, tra i quali la realizzazione di mobili, su disegno a firma Giò Ponti, di cui esistono ancora alcuni esemplari.

La ditta Luigi Magugliani era immancabilmente interpellata ed ascoltata per la gran considerazione che si era conquistata nel campo del mobile e dell'arredo, in occasione di allestimenti fieristici e quando si trattava di lavorazioni di legno in senso largo.

Tra le molteplici attività si deve anche ricordare il sub-appalto (ricevuto dalla ditta Bonfiglio di Milano) per la costruzione degli alloggiamenti militari per il contingente italiano in Abissinia, alloggiamenti che dovevano essere di facile trasporto e completamente smontabili.

Dopo la guerra, nel 1956 alla morte del primogenito Carlo, l'attività dei rimanenti fratelli Magugliani si scisse in tre tronconi: Giuseppe, con i figli Liliana e Damiano, Ariberto e Pietro, sotto il nome di Cantieri Magugliani, orientarono l'attività verso il commercio di legname, mentre Enrico, con i figli Vitale, Fabio e Dalmazio, si trasferirono a Milano continuando il servizio di appaltatori del comune.

Il figlio di Carlo Magugliani, Luigi, l'attuale donatore e ideatore del Museo, continuò l'attività a Corbetta di mobiliere orientandosi presto verso la ricerca ed il restauro del mobile antico o del mobile inteso come oggetto ed espressione di arte.

Luigi Magugliani intraprese così la sua attività di ricerca e difesa di quello che di bello si poteva ancora trovare nel campo del legno e dell'arte in generale ed in questa sua missione di raccolta non solo di oggetti, ha richiamato attorno a sé un gruppo sempre più numeroso di amici uniti dalla comune passione per il mobile di epoca, per il bello e per l'arte in generale.

Sorse così alla fine del 2004 l'associazione Luigi Magugliani che dovrà curare la nascita e la gestione del futuro museo del Legno.

Uno dei primi concreti frutti degli amici e soci dell'associazione è stato il monumento a Giuseppe Verdi realizzato nell'omonima piazza antistante il nuovo ufficio postale.

Da un'idea originale dell'architetto Marisa Stradi, che elaborò il progetto del monumento dedicato a Giuseppe Verdi, l'architetto Leviana Bielan ricavò dal bozzetto originale in gesso dello scultore Eugenio Pellini, l'attuale copia in cemento speciale che si può ammirare sospeso sul pentagramma musicale nella nuova piazza Giuseppe Verdi di Corbetta.

Il bozzetto originale che lo scultore Eugenio Pellini aveva prodotto al concorso indetto dal comune di Milano per il monumento a Giuseppe Verdi nella piazza Buonarroti, arrivato secondo, è stato recentemente donato al comune di Corbetta da Luigi Magugliani, il donatore e propositore del museo del legno.

La caldaia tipo cornovaglia

Nell'edificio denominato per-museo La cornovaglia, in via Volta, si trova la caldaia tipo Cornovaglia, che dava energia alla fabbrica per la lavorazione del legno.

Dalla continua trasformazione dei vecchi generatori di vapore si è arrivati alla caldaia denominata Cornovaglia.

La principale differenza è quella di avere il focolare interno al corpo della caldaia e non esterno com'era nella vecchia tipologia; infatti, il corpo cilindrico principale della caldaia è attraversato al suo interno da un altro tubo cilindrico al cui interno è posto il focolare.

Le fiamme ed i gas della combustione dopo aver attraversato il cilindro interno sono obbligati, tramite canali, a ripiegare su un fianco e sulla metà inferiore della superficie esterna fino ad arrivare di nuovo al fronte anteriore della caldaia, passando poi all'altro fronte prima di finire al camino d'uscita.

La caldaia di tipo cornovaglia, ancora diffusa prima dell'ultima guerra, era ampiamente sfruttata per la sua caratteristica di grande volano termico e quando la richiesta di produzione d'energia dal vapore per uso di forza motrice non era particolarmente elevata.

Per la grande quantità di acqua che contenevano, le caldaie tipo cornovaglia erano lente ad entrare a regime; una volta arrivate a regime, però, riuscivano a mantenerlo con una certa facilità anche sotto improvvise variazioni nella richiesta di vapore.

Pre-museo Sega alla veneziana

La nuova costruzione che si trova all'angolo tra via Caldara e via Petrarca contiene la "Sega alla Veneziana" donata dai nipoti del fondatore, Ariberto e Pietro Magugliani.
Tale edificio ha lo scopo di proporre l'ambiente di lavoro del segantino ovvero colui che dai tronchi ricavava le assi da utilizzare poi nelle successive lavorazioni.