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PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DEL Piano di Governo del Territorio (PGT)

La nuova legge urbanistica regionale della Lombardia, al di là dell’introduzione di una nuova terminologia (dal Piano Regolatore Generale si passa al Piano di Governo del Territorio), propone elementi di forte novità nella pratica urbanistica: 

  • una maggiore autonomia decisionale da parte delle comunità locali: alcune parti del Piano di Governo del Territorio, in particolare il Piano delle Regole e il Piano dei Servizi, possono venire approvate direttamente dal Consiglio Comunale, senza alcuna procedura di controllo o di approvazione da parte di enti superiori; 
  • la formalizzazione di alcuni istituti da tempo presenti nel dibattito interno alla disciplina urbanistica: la perequazione, la compensazione, l’incentivazione; 
  • l’ampliamento delle pratiche partecipative nella stesura del Piano attraverso l’individuazione di momenti di confronto sugli obiettivi e sulle scelte urbanistiche; 
  • la semplificazione delle procedure di formazione del Piano: si passa dal concetto di approvazione e controllo da parte dell’organo superiore preposto a quello di compatibilità degli atti di programmazione locale con quelli di livello superiore; 
  • la certezza dei tempi di definizione del procedimento di formazione del Piano: da un lato viene introdotta la decadenza dell’intero procedimento superato il periodo di 90 giorni dalla scadenza del periodo per la presentazione delle osservazioni; dall’altro si introduce l’istituto del silenzio-assenso nella formulazione del parere di compatibilità delle scelte di pianificazione comunale da parte dell’ente superiore preposto; 
  • l’introduzione della Valutazione Ambientale Strategica ovvero della procedura di definizione e controllo degli effetti attesi o indotti dalle trasformazioni sull’ambiente inteso nel suo senso più ampio.

Dal punto di vista della strumentazione urbanistica viene introdotta una suddivisione dello strumento urbanistico comunale in tre parti: il Documento di Piano, il Piano delle Regole, il Piano dei Servizi. Tra le suddette parti la maggiore novità è rappresentata dal Documento di Piano.

Il Piano dei Servizi era già presente nella legislazione regionale (tale strumento è stato introdotto dalla Legge Regionale n.1 del 2001). Mantenendo l’idea di ampliare il concetto di servizio e rompendo la tradizionale coincidenza tra proprietà e gestione del servizio stesso (propria del concetto di standard urbanistico) il Piano dei Servizi si configura come lo strumento attraverso il quale si affronta il tema della città pubblica comprendendo al suo interno anche l’edilizia residenziale pubblica.

Il Piano delle Regole è il piano della città consolidata. Esso definisce le regole di intervento nella città esistente; in questo senso il Piano delle Regole recupera molta parte della precedente disciplina urbanistica.

Il Documento di Piano invece rappresenta una novità assoluta anche nel panorama della più recente legislazione urbanistica delle regioni italiane. Separando gli elementi di interesse generale e programmatico da quelli particolari e direttamente attuativi, esso obbliga a dichiarare i contenuti strategici del piano e a indicare gli obiettivi con i quali misurare le trasformazioni urbane.
In relazione al Documento di Piano l’aspetto più interessante è forse rappresentato dall’assenza nella legge di una forte codificazione dei contenuti di questo documento; in questo modo il Documento di Piano si caratterizza come uno strumento flessibile, che necessita di essere continuamente ridefinito in relazione alle diverse esigenze e specificità locali.

Il Piano Regolatore tradizionale, mescolando contenuti generali con contenuti particolari entro una visione sinottica e sincronica delle trasformazioni, rendeva il Piano uno strumento tecnico di difficile comunicazione.
Il Piano di Governo del Territorio, separando contenuti generali e programmatici da quelli particolari e di dettaglio all’interno una visione diacronica e analitica delle trasformazioni, aumenta la possibilità di coinvolgere nelle azioni del Piano anche gli utenti tradizionalmente esclusi o non direttamente interessati dalle sue previsioni.
L’estensione delle pratiche di partecipazione e condivisione rappresenta quindi l’aspetto più innovativo della nuova legge urbanistica che l’amministrazione comunale di Corbetta ha voluto cogliere.


  • Documento Programmatico preliminare (49,1 Mb)
  • Valutazione Ambientale Strategica (VAS)
  • Piano di Governo del Territorio